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DAL NULLA IL TUTTO

July 17, 2016

 

Ci fu uno speranzoso tempo in cui la madre luna pianse lacrime di sincera nostalgia, esse divennero luminose stelle, luccicanti granelli di amore alla ricerca della felicità eterna. Una temeraria fra esse si spinse fino alla colorata terra, quel posto incantato, dove il vento sussurrava canzoni di gioia, dove le libertine nuvole dalle giocose forme schermavano le verdi vallate ed i cristallini oceani. Coraggiosa la piccola stella azzardò l’oltrepassare della misteriosa atmosfera, quel velo di ignoto che impediva alla curiosità di cibarsi…l’impatto divise la stella in due parti complementari spinte ai due opposti della candida sfera, la materia si estinse e l’essenza atterrò tra le genti di quel bizzarro pianeta. Viaggiarono le due anime, vagarono per torbidi oceani e misteriosi monti, per oscure colline e cupe valli, ma sempre nell’ombra, agli estremi l’un l’altra per non perdere la loro luce derivante della luna. Erranti senza meta in quell’oscurità si sentivano protette dalla loro madre, i sogni le cullavano tra melodie soavi, intimorite da quel candore che ogni marea brillava alla fine del mare, al di la delle montagne. Di tanto in tanto si riposavano per lasciarsi andare alla vera illusione. 

 

 

Non sapevano che le loro strade si sarebbero riscontrate, non sapevano di essere parte di una sola ed unica lacrima divina. Il bagliore andava e veniva, le svegliava dal breve sonno per portarle con i piedi sull’umida terra nuovamente e ripartire alla ricerca forsennata del perché! Ma non si arresero, non smisero di credere, incantate iniziarono a guardare solo quella flebile luce dall’altro capo del mondo. Il resto non contava, ormai non c’era altra scelta, erano loro stesse le uniche guide dei loro destini. Dopo che il tempo rendeva le loro essenze sempre più pesanti, dopo anni di incosciente vagare, convinte di esser sole in quel mondo, decisero di superare il loro limite. Entrambe si fecero forza, in una notte di mezz’estate, oltrepassando le colline, navigando per l’immenso mare notarono che quel chiaro caldo non poteva nuocere, ne indebolirle, entrambe si spinsero oltre. 

 

Non si spiegavano il perché dei fiori, non si spiegavano il perché degli animali, non si spiegavano il perché della loro trasformazione. La medesima sensazione le portò ad accorgersi che quella luce era un’energia positiva e tutto rendeva possibile. Tante domande ebbero risposta di lì in poi, lo smarrimento sembrava fosse solo un terribile ricordo, eppure, sebbene attratte dalla lucentezza così lontana e speranzosa, non riuscivano a toccarla. Un salto, poi un altro, ma la terra le tratteneva ancora lì, come intrappolate in quella mera realtà. Cullate da quel calore immenso, si erano allontanate per troppo tempo dalla lucentezza materna, ed una sera di un ventoso autunno si accorsero di provare dolore, una sensazione stranissima le pervase improvvisamente. 

 

La loro essenza era tornata ad essere materia, ma una materia diversa da quella natale, il loro involucro era composto da una strana sostanza carnosa. Ogni giorno che passava la debolezza e la stanchezza riuscivano a conquistare sempre più terreno sulle loro sensazioni, quasi a distrarle dallo scopo per il quale erano atterrate su quel magico ma misterioso pianeta.

 

 

La luce che le aveva fatte rinascere dall’ombra ora le stava consumando. La pelle che le avvolgeva era scottata dal calore, sentivano un dolore non solo emozionale ma anche fisico. Una situazione surreale, felici di aver trovato la luce ma tristi per non poterla condividere, non avere tutto il tempo a disposizione per goderne, essere vulnerabili, sentire le gocce d’acqua cadere dal cielo nel quale la  madre luna era ormai scomparsa. Perse nella loro rincorsa alla realizzazione di una sognata realtà che brulicava di illusione ormai. 

 

La solitudine era sempre più forte in entrambe, il desiderio di condividere quella magia era infinitamente più grande della loro stessa voglia di vivere in quel modo. Il loro correre frenetico alla ricerca della luce infinita ebbe freno in una notte di un freddo inverno, costrette a rintanarsi chi in un bosco dalle alte punte degli alberi tra le radici di un pino che di storie avrebbe da raccontarne, chi in una caverna al riparo dal tagliente freddo che aveva strappato i vestiti alla speranza. 

 

Chiusero gli occhi con l’ultima lacrima che lenta ed inesorabile sormontava il viso fino a sfiorare la terra. In quel salto dal triste volto un desiderio di rinascita rinchiuso nella lacrima partì dal cuore amaro di sconfitta per raggiungere chissà quale mondo in cerca di risposta. Le due lacrime iniziarono a volare, al di fuori dalla caverna, al di sopra degli alti sempreverdi, così calde che nessun freddo avrebbe potuto ghiacciarle, una lunga scia di vapore etereo in una interminabile corsa senza tempo. Lungo la montagna, giù per la valle, lontano dal lago, sopra le città, a pochi passi dalla sabbia…un tuffo nel mare…la marea si completa… La madre luna nel suo lontano cielo si illuminò senza controllo, era grande, era luccicante, piena di coraggio da infondere. Qualcosa nella mente ormai umana delle piccole anime disperse accade, quella notte onirica è una fenice infuocata di compassione…nei loro sogni la divina creatrice di materia fece capolino e disse: “non abbiate paura di essere ciò che siete…la vostra luce vi indicherà la strada da seguire”.

 

 

La risposta giunse alla mente delle due anime vagabonde, il cuore che riecheggiava nella caverna, che urlava ai robusti tronchi, si fece sentire ancor di più. Era ora che quella stessa luce abbagliante tornasse a splendere e irradiare ogni dove, questa volta dentro di esse…non per sperare, ma per divenire. Sentirono entrambe una forza dirompente provenire dall’interno che le spinse a vedere oltre gli occhi, dietro ogni pianta, ogni fiore, ogni animale, ogni granello di sabbia, dietro ogni goccia del mare c’erano loro stesse. 

 

Riuscivano a vedere la luce nel buio anche senza vedere, sentire il silenzio urlare anche senza sentire e più cercavano, più si avvicinavano. Potevano essere ovunque e comunque, pur essendo sempre nello stesso posto. Quando gli occhi finalmente furono aperti, sentirono le onde del mare movimentare il loro animo, una forza inaudita. Fuori dalla caverna eterna, al di la delle radici epocali il cielo era nuovamente azzurro, la rugiada coccolava le verdi foglie nascenti, il profumo di fiori danzerini volteggiava tra le miracolose farfalle. 

 

I passi erano mossi da un’attrazione fatale, nessuna delle due decise di fermarsi, imporre un volere…erano forzate dall’anima, da quella stella che dentro di loro era tornata a splendere. I pensieri sostenevano il cammino, facilitandolo con le loro conoscenze apprese nel tempo irreale. L’alba di una mattina di magica primavera aveva dato vita alla vita, aveva dato luce alla luce, aveva dato speranza alla speranza. Quell’immensa energia che squarciava il cielo azzurrino e sorridente forma un arco dagli sconfinati colori, una gioia che solo quella misteriosa magia può dare.

 

 

Le umane sembianza delle due anime, attratte dalla forza di un pianeta così particolare da restare tutt’ora un dubbio per l’intero universo, perdono attrazione con la terra. Le loro menti hanno adempito al compito arduo di far capire, le loro emozioni hanno iniziato ad andare oltre la speranza, entrambe hanno iniziato a credere, nuovamente…si staccano i piedi…è una scalinata verso l’ignoto, ma non hanno paura le due anime…ora sanno il parchè del loro viaggio. Ora è il passato che si arrende, il futuro che non mente, l’amore ritrovato di vivere il presente…

 

Fu così che si accorsero che ogni singola parte di quel mondo non era altro che amore. Di amore erano fatte e di amore si rispecchiavano nella natura, tutto era possibile…anche volare! Salirono sempre più su, non si arresero….sognarono, la luna stessa nell’ombra tornò a credere non a sperare. Seppur lontana sentì ciò che stava accadendo, vide una forza dirompente affacciarsi sul lato opposto della terra. Il sole era lì che si avvicinava mentre le anime gioiose continuavano ad amarsi, a danzare ad attrarre l’amore, a sconvolgere gli universi, sempre di più erano un vortice di sorrisi, un solo cuore dirompente, erano li a pochi passi dall’incontro tanto atteso. 

 

Il nero prende forma….quella semi ombra si allarga sempre più, è  la forza nera, le ultime prove, gli ultimi ostacoli, gli ultimi attimi di una vitale paura. Ma erano quasi insieme, l’inizio di ogni cosa si avvicina, ora il nero copre quasi tutto, non si arrendono, ci credono, sono lì…eppure non lo sono…ma ci sono….finalmente il sole ha una ragione d’essere, la luna una ragione del suo immenso splendore….il buio e la luce sono ora cerchi concentrici…gli abitanti della terra inconsci non possono assistere…hanno occhi ai quali solo amando è permesso partecipare…le anime creano un vortice, sempre più in alto… 

 

 

Collidono…sconfinato aere di infiniti sogni trascorsi e mai vissuti, oltre le forze deboli in una realtà dall’intangibile verità, attraversate da un lampo di tuono di una tempesta d’amore, sommerse da vibrazioni impercettibili di una conseguenza mai causata….sono li….in un dove senza spazio, in un quando senza tempo…ferme…silenziosamente si raccontano le origini del tutto che dal nulla ha preso forma….è un’esplosione dall’incalcolabile potenza…non c’è fine…non c’è inizio…non c’è…è! 

 

 

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