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L'INFINITO NEL PALMO DELLA MANO | GIOCONDA BELLI

February 3, 2017

 

 

Casa Editrice: Feltrinelli

Genere: Narrativa

Anno Edizione: 2009

Pagine: 197

DESCRIZIONE:

Adamo ed Èva. Una giovane coppia nel Paradiso terrestre. La tentazione. Il peccato. L'esilio sulla Terra. Il dolore del parto. E la fatica di vivere. Questo accade nei quaranta versetti che la Bibbia dedica ai nostri progenitori. Ma - si chiede Gioconda Belli - se andiamo al di là delle parole divine, al di là di tante testimonianze, al di là delle leggende? Come era l'universo primigenio? Quali furono le ragioni che spinsero Èva a cogliere il frutto proibito? E cosa passava per la testa a entrambi una volta consapevoli del "peccato"? Indubbiamente una grande storia. Gioconda Belli apre la strada verso un mondo affascinante e primitivo che ci restituisce alla cultura della civiltà giudaico-cristiana sulla quale si fonda tutta la storia dell'Occidente. Poesia e mistero si danno la mano in questo romanzo che ci mostra il primo uomo e la prima donna alla scoperta di se stessi. "L'infinito nel palmo della mano", in cui ritroviamo echi del realismo magico di Garcia Màrquez e della prima Allende, è una parabola per il nostro tempo e per un futuro inaspettato.

PERCHE' SCEGLIERLO:

Sono stato indirizzato alla lettura di questo libro da una Costellatrice (ossia Counselor in Costellazioni Familiari - qui il link per capire di cosa si tratta: LINK COSTELLAZIONI DA INSERIRE), la quale, dopo avermi conosciuto un pò e dopo essere entrata nelle mie esperienze, mi ha detto che avrei potuto trovare qualche risposta in questo libro. 

 

Inizialmente, dalla trama, ho solo pensato che fosse un possibile riadattamento di una storia nella quale non mi predispongo con fervore. Poi, pagina dopo pagina, ciò che io credevo fosse una narrativa di facile approccio, si trasforma in una serie di simboli, di interpretazioni notevoli di una storia che mi è sempre parsa fantastica. Pagina dopo pagina si fa sempre più luce, e non sto parlando della chiarezza su una storia della quale non potremo mai avere sicurezza alcuna, ma sulla concreta realtà del nostro essere intrinsecamente umani, e divini. 

 

La sensazione che più ti porta a comprendere le parole scritte, e la possibilità che ciò che stai leggendo potrebbe essere vero, anche se in parte non vorresti crederci per confutare la realtà del nostro essere, così come siamo. Si inizia dal giardino e si giunge alla caverna, proprio come queste due parole vogliono descrivere, con semplicità e dettaglio, solo che ciò che prima era divino ora è terreno. Convinti che tutto sia cambiato, che la storia si sia capovolta, che nulla sarà più come prima, che siamo stati esiliati dal lato infinito che è in noi. Si cerca una strada da seguire nelle fin troppo chiare descrizione dell'autrice, si cerca di determinare l'altro volto della medaglia dalle parole sibilline di un "serpente" alquanto camuffato, ma niente! tutto sembra perduto...

 

fino all'ultima pagina...

 

quando....

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